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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Purtroppo oggi siamo sotto attacco. Martellati dalla pubblicità non gradita di siti porno e similari. Siamo senza difesa e questo ci costringerà a prendere provvedimenti drastici.
Il venerdì ad Arenzano è “notte” di scorribande. Anche stanotte soliti danneggiamenti, solita squadra di ladri in azione. Stavolta a farne le spese è Dany Cuir. Vetrina sfondata con un carrello, merce trafugata. Danni per migliaia di euro.
Domenica 23 dicembre all'Hotel Miramare ore 21.30 concerto degli SKARTI SOCIALI, dei FURIOS MINDS e gli SCONVOLTRI. Quindi serata "bollente". Ottima muscica. Birra e divertimento assicurato.
Sabato 15 dicembre – Piazza Allende ore 21.00 (in caso di maltempo rinviato al giorno successivo) A cura dell'Assessorato Turismo e Cultura ARENZANO ROCK FESTIVAL 2007 ingresso gratuito
Il 15 dicembre in piazza Allende ci sarà un vero e proprio “Rock Festival”. Tre band di tributo partecipano alla kermesse all'insegna della grande musica. "Led_N_Roll", "Outside the wall" e "Radio Ga Ga” si esibiscono sul palco arenzanese riproponendo i successi delle band che hanno fatto la storia del rock. Più di una generazione è cresciuta con la musica dei Pink Floyd, dei Queen e dei Led Zeppelin. I "Led_N_Roll" ripropongono il repertorio classico dei Led Zeppelin, veri padri fondatori dell'hard rock. Il loro spettacolo, con la tipica energia del rock '70, dà il via al Festival. Il repertorio, tra le altre, comprende tutte le canzoni di "Led Zeppelin II”, album a dir poco epocale. La voce graffiante, i riff e gli assoli di chitarra, una sezione ritmica talvolta serrata talvolta sincopata, sono i componenti indispensabili per creare quel sound che, a distanza di 30 anni, emoziona ancora gli amanti della musica. Dopo questa scossa, è la volta degli "Outside the wall" che, già nel nome, portano uno dei simboli indiscussi dei Pink Floyd. La band ripropone fedelmente le atmosfere tipiche che solo i Pink Floyd hanno saputo creare durante la loro intramontabile carriera. Questa performance, oltre ai grandi classici brani, prevede l'esecuzione integrale dell'album “The dark side of the moon”. Alle note si aggiungono scenografie e proiezioni video inerenti ai pezzi eseguiti. Chiuderanno questa rassegna i "Radio Ga-Ga" che da anni hanno scelto di rendere omaggio ai "Queen". Questi ultimi, anch'essi Inglesi, non hanno bisogno di presentazioni in quanto possono vantare un numero quasi sconfinato di brani rock-pop che tutti conoscono. I "Radio Ga-Ga", come i gruppi precedenti, si esibiscono davanti a una scenografia che fa da cornice a un'esibizione coinvolgente e di grande qualità che ripercorrendo tutta la carriera dei "Queen".
I deputati sopprimono il tetto agli «stipendi d'oro» dei manager pubblici
di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella (Corriere.it)
Taglia, taglia, scusate il bisticcio, stanno tagliando i tagli. L'ultimo a essere soppresso è stato il tetto agli «stipendi d'oro». Passato al Senato, è stato cancellato alla Camera. Anzi, d'ora in avanti i «grand commis» pubblici potranno guadagnare anche di più. Alla faccia di tutte le promesse intorno al bisogno di sobrietà. E di tutti gli italiani che faticano ad arrivare a fine mese. Eppure, dopo tante retromarce nella sbandierata moralizzazione avviata solo per placare l'indignazione popolare, pareva che almeno questo principio fosse acquisito: chi lavora per la sfera pubblica (dai ministeri alle Regioni, dalle aziende di Stato alle municipalizzate) non deve avere buste paga, liquidazioni e pensioni troppo alte. Per mille motivi. Perché le nomine sono spesso dovute non alle capacità professionali ma alle amicizie giuste. Perché in cambio di certi appannaggi non viene chiesta talora efficienza ma piuttosto «gentilezze» al partito di riferimento. Perché nel mondo privato, tirato in ballo a sproposito, chi guadagna molti soldi deve anche render conto agli azionisti del proprio operato (nei Paesi seri) e non mangia contemporaneamente a due greppie: i contratti deluxe del libero mercato e le sicurezze del sistema pubblico. Ed ecco che Palazzo Madama aveva approvato, all'articolo 144 della Finanziaria, le seguenti regole: «Il trattamento economico onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle pubbliche finanze emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali (...) agenzie, enti pubblici anche economici, enti di ricerca, università, società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica nonché le loro controllate, ovvero sia titolare di incarichi o mandati di qualsiasi natura nel territorio metropolitano, non può superare quello del primo presidente della Corte di cassazione». Cioè 275 mila euro l'anno. Chiaro? Chiarissimo: il limite valeva per tutti (tutti) gli stipendi pagati con soldi pubblici. Compresi «i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, i presidenti e componenti di collegi e organi di governo e di controllo di società non quotate, i dirigenti». E se per trattenere Fiorello o strappare Gerry Scotti a Mediaset la Rai fosse costretta a offrire più della concorrenza? Previsto anche questo: «Il limite non si applica alle attività di natura professionale e ai contratti d'opera» se si tratta di «una prestazione artistica o professionale indispensabile per competere sul mercato in condizioni dì effettiva concorrenza ». E se invece si trattasse di strappare alla concorrenza non un cantante ma un grande manager che sul libero mercato potrebbe guadagnare tre, quattro o cinque volte di più? Anche queste eccezioni erano previste. Come eccezioni, però. Le nuove regole infatti, diceva l'articolo 144, «non possono essere derogate se non per motivate esigenze di carattere eccezionale e per un periodo non superiore a tre anni». Di più: dovevano ottenere la firma del capo del governo e rientrare «nel limite massimo di 25 unità. Corrispondenti alle posizione di più elevato livello di responsabilità». Riassumendo: solo venticinque altissimi dirigenti pubblici in tutto il Paese e per un periodo limitato (quindi niente pensioni d'oro e niente liquidazioni stratosferiche) potevano guadagnare più di 275 mila euro l'anno. Tutti gli altri, sotto. E guai a chi faceva il furbo perché ogni contratto doveva d'ora in avanti essere trasparente. Di più: «In caso di violazione, l'amministratore che abbia disposto il pagamento e il destinatario del medesimo sono tenuti al rimborso, a titolo di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l'ammontare eccedente la cifra consentita».
Non bastasse, l'articolo fortissimamente voluto soprattutto da Massimo Villone e Cesare Salvi, autori del libro «I costi della democrazia», metteva un altro candelotto sotto i privilegi di certi boiardi di Stato: il divieto del cumulo di poltrone, a meno che non accompagnato da una robusta decurtazione delle prebende. Insomma: una piccola grande rivoluzione. Che per la prima volta cercava di mettere ordine in un sistema che negli ultimi anni aveva lasciato i cittadini basiti davanti a casi clamorosi. Come quello di Giancarlo Cimoli, che guadagnava alle Ferrovie circa 1,5 milioni di euro l'anno e se ne andò, per andare a guadagnarne 2,7 all'Alitalia, con una liquidazione per «raggiungimento risultati » (il pareggio) di 6,7 milioni. O del suo successore Elio Catania, che per un paio di anni alle Ferrovie (lasciate con un buco di 2 miliardi e 155 milioni) incassò una buonuscita di 7 milioni. O ancora quello di Massimo Sarmi che alle Poste prende un milione e mezzo di euro l'anno cumulando le buste paga da amministratore delegato e di direttore generale. Per non dire di certi arbitrati, compensati con parcelle da capogiro. Tre per tutte? Quella spartita (in tre) dal collegio guidato dall'ex presidente del Consiglio di Stato Mario Egidio Schinaia (1,4 milioni), quella finita al collegio presieduto dall'avvocato dello Stato Giuseppe Stipo (1,3 milioni per due verdetti), quella incassata dal collegio pilotato da Marcello Arredi, capo del dipartimento Infrastrutture stradali del ministero delle Infrastrutture e presidente nel 2006 di un collegio incaricato di regolare una controversia fra l'Anas e l'Impregilo: 1,2 milioni. Soldi in più, oltre lo stipendio. Potevano i potentissimi Grand Commis accettare una sforbiciata del genere? No. E così, subito dopo l'approvazione in Senato, talpe sapienti hanno cominciato a rosicchiare l'articolo 144, a partire dai trattamenti alla Banca d'Italia, comma per comma, riga per riga. Risultato: la Commissione Bilancio della Camera, tra le proteste di una pattuglia di indignati guidata da Villone,
ha praticamente fatto saltare tutti, ma proprio tutti, i punti centrali. E a meno che non intervenga il governo, tutto continuerà come prima. Anzi, peggio. Perché il messaggio all'opinione pubblica, dopo tante promesse, è uno solo: marameo.
Saranno erogati 12.939.093 euro alle famiglie liguri che vivono in affitto. Lo comunica l'assessore regionale alle Politiche abitative, Maria Bianca Berruti ricordando che "è stata chiusa la fase di ricognizione delle domande per la richiesta di sostegno al reddito a valere sul Fondo sociale per gli affitti 2007 (FSA) e che la Regione sta iniziando la distribuzione ai vari Comuni in cui risiedono le famiglie che ne hanno fatto richiesta". Le famiglie che riceveranno il contributo per il 2007 ammontano a 11.293, con un incremento del 10,99% rispetto all'anno scorso, per un contributo medio a famiglia di 1.090 euro l'anno. Accanto al numero delle famiglie è aumentato anche il fabbisogno in termini finanziari che oggi ammonta a 25.247.485,99 con una crescita, rispetto all'anno scorso, del 16,32%. Il livello di soddisfacimento delle famiglie si attesta anche quest'anno intorno al 51,25%, praticamente uguale al dato dell'anno corso. "Il numero delle domande - spiega l'assessore regionale Berruti - era atteso, preoccupante è stato l'aumento più che proporzionale del fabbisogno e il fatto che aumenti la richiesta di risorse finanziarie rispetto alla crescita delle famiglie è un sintomo di ciò che sta avvenendo nel mercato immobiliare:la crescita dei canoni di locazione quando si arriva alla scadenza dei contratti; pertanto senza un adeguato sostegno molte famiglie rischiano di trovarsi sempre più in difficoltà nel far fronte al pagamento degli affitti". Lo stanziamento per il sostegno all'affitto del 2007 per la Regione Liguria risulta il più alto dal 1999, l'anno in cui è stata introdotta la misura. Ammontano a 37 i Comuni che hanno provveduto a impegnare proprie risorse finanziarie per il sostegno alle famiglie nel settore della casa. Il Comune che ha più partecipato è stato quello di Savona (€ 113.000), seguito da Rapallo (€90.000), Finale Ligure e Chiavari (€ 50.000 entrambi). Più della metà del fabbisogno si concentra nei capoluoghi di provincia, anche se le domande arrivano da 179 comuni liguri. Il Comune che manifesta il fabbisogno maggiore è Genova con 3.629 domande per un fabbisogno finanziario che quest'anno è arrivato superare gli 8 milioni di euro a fronte di un importo erogato pari a € 3.432.475,72.
Sospeso il blocco degli autotrasportatori.
Lo stop delle due sigle Cna Fita e Confartigianato Trasporti. Letta: «Governo soddisfatto». Solo stanotte si capirà se effettivamente l'accordo sarà accettato.
Condanne da sei mesi a undici anni per 24 dei 25 imputati nel processo per i fatti del luglio 2001 che portarono alla morte di Carlo Giuliani. Sostanzialmente accolte le tesi dell’accusa: saccheggio e devastazioni.
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