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Caroggio Editore è anche... musica

vinileTrascorsi cinque anni di attività, che hanno visto un impegno crescente sia nella produzione libraria, sia nella diffusione della carta stampata, la casa editrice inaugura un centro di produzione musicale, che andrà ad ampliare ulteriormente il suo ventaglio di proposte al pubblico.
Una nuova spinta propulsiva al motore culturale della regione, sotto il segno di un incentivo concreto alla diffusione dell'arte; una scommessa promettente, per dare stimolo ad un ambito che localmente non ha mancato di dimostrarsi vitale (soprattutto negli ultimi tempi), ma che tuttora sembra soffrire di una pesante sfiducia da parte degli operatori del settore.
Intenzione primaria del progetto è quella di offrire ai musicisti liguri una possibilità in più per avvicinarsi al mercato discografico, operando dalla propria regione, e avvalendosi di una formula produttiva in grado di poter soddisfare pienamente ogni passaggio del meccanismo editoriale: dalla registrazione alla distribuzione dell'opera nei negozi di dischi, senza necessità di mediazioni esterne. In quest'ottica, proprio per veicolare al meglio le idee giovani, il centro di produzione non sarà da intendersi soltanto come un'etichetta discografica, ma come uno studio che possa seguire in modo qualificato tutta la creazione dell'opera, attraverso il supporto flessibile di un team di professionisti e l'intesa con numerosi media già presenti sul territorio.
Inoltre, grazie all'accordo con Staff Music Service di Arenzano, Carroggio Editore affianca al suo ambiente di editing audio un ampio studio attrezzato per ogni tipologia di registrazione, mixaggio e mastering digitale. Fra i servizi offerti saranno inclusi: preproduzione e studio preliminare del target del disco, pianificazione del lavoro, management sui contenuti, contatti con musicisti turnisti da affiancare ai solisti, stampa di master e copie, studio grafico del booklet, registrazione dei diritti SIAE, distribuzione del disco sul mercato, passaggi radiofonici, ufficio stampa in collegamento con le pubblicazioni della casa editrice e con le riviste di settore, organizzazione concerti presso locali convenzionati. L'obiettivo che con tutto ciò si intende raggiungere è la diffusione di produzioni discografiche qualitativamente curate, non effimere, rivolgendo particolare attenzione alle attuali espressioni degli artisti emergenti: un trampolino di lancio, e insieme una risposta in qualche modo “antagonista”, per dare visibilità - in prima istanza - a chi vale e non trova, o non cerca, un feedback nelle mode delle grandi etichette.
La casa editrice, oltre alle produzioni su commissione, si riserverà un'intensa attività di talent scouting per portare alla ribalta voci nuove e progetti d'alto interesse culturale: un invito a sottoporre le proprie idee, per tutti.
Al tempo stesso, sul piano della comunicazione, non verranno tralasciate le occasioni in cui la musica riveste il ruolo di complemento di rilievo; per questo il centro si offrirà come partner di produzione in tandem con radio, televisioni, studi di broadcasting e video, fornendo colonne sonore per documentari, sonorizzazioni, pubblicità, streaming su web.
Roberto Lo Crasto



CATALOGO

Angela Zecca - "Anime erranti" - Canti della diaspora

Angela Zecca, con la sua voce melodiosa e suadente, propone "Anime erranti" - Canti della Diaspora.
La musica etnica è l'espressione dei popoli che l'hanno creata. Da molti anni ci serviamo delle sue ali per intraprendere i viaggi più avventurosi, quelli nello Spazio e nel Tempo. Accostarsi ad essa è, per noi, un mezzo per imparare a conoscere gli usi, i costumi, le tradizioni di questi popoli; per cercare di avvicinarci alla loro cultura, a quelle diversità che stimiamo autentica ricchezza; per riuscire finalmente a vedere l'Unità al di là delle differenze.
"Anime Erranti" è un viaggio sulle orme di un popolo particolarmente ricco di luci e di ombre: il popolo ebraico. Un popolo la cui storia si snoda, parteendo dal deserto, dai suoi Profeti, attraverso la Bibbio, le denominazioni straniere, le persecuzioni...
una storia che vogliamo cantare come in un midrash - quei racconti di fantasia che si rifanno alla tradizione biblica - in cui il Tempo e lo Spazio possono subire contrazioni e dilarazioni, come nel mito che "non è mai accaduto, ma è sempre" (Sallustio)".



Simykyo - Collazzoni-Gubbiotti-Jacobs

La storia di “Simykyo” inizia lontano da Genova, in Umbria, partendo da un luogo immerso nel verde e punteggiato di vicende antiche che si protende fino agli estremi della Val Nerina. Se essa fosse raccontata nelle prime pagine di un romanzo (o nella varia aneddotica che costituisce il fascino di ogni biografia jazz), il lettore si troverebbe di fronte ad un incontro, forse inaspettato, che presto si affaccia all’amicizia e sfocia istintivamente nel sodalizio musicale: da una parte la generosa vivacità del sassofono di Marco Collazzoni, dall’altra il timbro colto della chitarra accarezzata da Simone Gubbiotti. Ad aggiungersi solo poco oltre c’è un convitato, uno straniero con parecchie cose da dire: Sid Jacobs, il compagno di viaggio che si dimostrerà pure un piacevole interlocutore; e anche lui - in un certo senso - porta con sé una storia di estrazione letteraria. Nato a Miami, trascorre buona parte della sua infanzia a Cuba e a soli diciott’anni diventa l’insegnate più giovane del dipartimento musicale dell’Università di Las Vegas: con le sue classi di chitarra jazz e bebop, oggi rappresenta uno dei più importanti contributi didattici del Musician Institute di Los Angeles. Lasciati completamente da parte gli intellettualismi di maniera, i musicisti descrivono paesaggi, tante immagini prefigurate come intimistiche e trasposte con fluidità nel gesto compositivo; soprattutto suggestioni e suggerimenti, in quella che potrebbe definirsi una “metodologia dell’accenno”: molto viene espresso, molto di più si può leggere senza difficoltà fra le note. Semplicità e bellezza sono dunque le alchimie con cui vengono incrociate al sax le chitarre: una americana, tradizionalmente morbida a toni chiusi, sembra risalire a noi dagli anni Quaranta; una europea, orientata per inclinazione alle letture in chiave acustica (di cui è ricolma la musica manouche d’oltralpe). Una sonorità essenziale, assorta, che tuttavia non scivola mai nell’elementarità: costitutivamente raffinata nei temi, eppure sapiente nel trovare le giuste angolature spigolose, proprio là dove serve. Attraverso la scrittura automatica dell’improvvisazione, la band intreccia trame melodiche in un contenitore di proiezioni caleidoscopiche: “One for Marco” è un motivo accattivante tirato (ma senza fretta) all’unisono, “Lullaby” una confidenza lieve, “Saluti” una lettera romantica, “Telephone smoke” un contrappunto che - nella ritmica - non tralascia la ricerca di qualche accento sudamericano. Sgranando i semi del racconto, andando via per scorci e similitudini, ci si ritrova ancora al punto partenza, del disco, ma probabilmente anche di tutto il jazz: ed è un conforto ritrovare l’intesa nel dialogo. Pure nell’equilibrio, ancor più attraente se è giocato con abilità sul filo del cadere, del perdersi.

Flyin’ Down Band – Rollin’ and Swampin’

Gianni Borgo - voce, chitarra elettrica & acustica
Davide Serini - chitarra elettrica, acustica & dobro
Mauro Senatore - basso
Stefano Alpa - batteria

Per chi lo osserva da lontano, il Blues è soltanto una disposizione dell’animo umano. Per altri, per chi lo vive nella propria voce e nelle proprie corde, invece è la fonte. E forse riesce davvero a curare ogni tipo di male. Il fatto è che il Blues contiene tutti i sentimenti fondamentali di ogni essere umano. Il dolore, la felicità, la paura, il coraggio, la confusione, il desiderio: tutto. Sentimenti complessi, descritti in storie che di complesso non hanno niente… Non è difficile scoprirsi nei versi e nel racconto del Blues; prima o poi ci si sbatte contro, magari per caso, o più probabilmente perché esso è connaturato all’esistenza di ogni individuo. Basta avere il cuore per riconoscerlo.

Rollin’ and Swampin’ nasce sulla scorta di un’esperienza che prima di essere vicenda musicale è storia d’amicizia. Sottile confidenza, scoprendosi a poco a poco attraverso un dialogo posto su coordinate comuni; e poi slancio emotivo, alla riscoperta del Delta del Mississippi e dei suoi protagonisti, venuti al mondo sconfitti ma divenuti immortali nella memoria e nel racconto delle loro genti. Dunque, una ricognizione senza ostacoli filologici, animata più dalla passione che da una volontà ordinatrice e raziocinante, verso le radici più viscerali dell’anima afroamericana: dal country blues delle paludi al ritmo elettrico delle metropoli, risalendo le anse del fiume (e del tempo) fino a lambire la distrazione spaesata dello swing e il senso di innata commozione custodito nel soul.

Flyin’ down band annovera nelle sue fila alcuni fra i migliori bluesmen della scena genovese, titolari di collaborazioni con artisti di fama internazionale come Johnny Mars, J. Monque Dee, Andy J.Forest, Fabio Treves, Paolo Bonfanti. Rollin’ and Swampin’ è il loro primo Cd in questa formazione.

 


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